La storia della torre.

E’ molto più di una semplice torre!

Vogliamo raccontarvi della millenaria torre che oggi chiede aiuto proprio a voi:

 

 

Quale è però la sua storia?

 

La nostra torre di S.Mauro affonda le sue radici e la sua origine nel 1029, quando il Marchese Olderico Manfredi donó un terzo della Valle di Susa all’Abbazia di S.Giusto in Susa e, in questa donazione, venne inclusa la parrocchia dedicata a San Mauro di Almese.

Le costruzioni della Chiesa e del Campanile risalgono a quel periodo, mentre la costruzione del Castello avvenne circa 250 anni dopo. Il Campanile, in seguito a diverse modifiche fatte nel corso del tempo, divenne la torre che oggi conosciamo. La torre, in seguito, venne utilizzata come ricetto di derrate e mezzo agricoli del tempo, ma successivamente anche come sede di tribunale e archivio dei monaci.

Il periodo di maggior splendore del Castello coincise con la metà del XVI secolo, ma, con il passare del tempo, perse la sua importanza, venendo designato come semplice residenza agricola.

A seguito di ciò, parte della costruzione venne acquistata nel 1889 da Battista Truccato, scalpellino. Durante i lavori di restauro rinvenne una pergamena nella quale si accennava ad un tesoro nascosto in una galleria proveniente da ponente e che arrivava fin sotto la torre. Convinto della veridicità dello scritto, Truccato scavò nella viva roccia un cunicolo per intercettare questa ipotetica galleria. Scavò per circa 16 metri senza esito dal 1913 al 1918, anno della sua morte. La galleria divenne luogo di rifugio durante le incursioni aeree della seconda guerra mondiale.

La torre e il ricetto, sono stati dati in comodato d’uso gratuito al Comune, perchè tutti i cittadini di Almese, e non solo, potessero goderne.

 

Cosa rimane oggi?

 

Oggi la signora Domenica Maria Bussetti, fondatrice dell’ associazione “Fondazione Salva la Torre” che ha dato in concessione in comodato d’uso al comune di Almese, chiede il vostro aiuto

Negli anni ha ospitato mostre prestigiose, come la personale delle immagini del fotografo Riccardo Moncalvo, dei pittori del gruppo Decalage, del pittore Antonio Carena, dei costumi di scena dell’Otello per la regia di Ermanno Olmi e sull’arte tibetana. Nelle sale del ricetto sono state organizzate anche serate dedicate alla cultura enogastronomica.  

Il campanile è divenuto dunque accessibile a tutti, e aspira ad acquisire maggiore importanza, volendo essere non solo un centro turistico, ma anche un sito culturale e ritrovo per particolari eventi che esaltino e raccontino la sua importanza e la sua storia.

La torre, ha bisogno però del vostro prezioso appoggio, in quanto necessita di diverse azioni di restauro dovute al passare del tempo e alle ristrutturazioni insufficienti.

Se, come noi, credete nella rilevanza di far rinascere la torre, così che possa aprire le sue porte, la sua antichità e le sue leggende a un pubblico sempre maggiore, seguite la pagina e saprete come prendere parte al progetto.